Antiquaa Celtica


La nostra musica
Come si può intuire dal nome del nostro trio la musica antica e quella di origine celtica sono i punti fondamentali dai quali siamo partiti.
E' bene però dare una definizione un po' più precisa riguardo questa terminologia, altrimenti abbastanza semplicistica.
Per "musica antica" normalmente si intende tutto ciò che parte dalla monodia medievale, prima dell'anno mille, fino al Cinquecento, poco prima del barocco, cioè dai monaci alle estreme propaggini Monteverdiane, con la nascita del melodramma.
In tutto questo però bisogna inserire il lascito degli arabi, con l'invasione della Spagna, che in quanto depositari dell'antica pratica musicale greca hanno portato sul continente strumenti come il liuto (oud) e la ribeca (rabab) che hanno poi dato origine agli strumenti a pizzico e ad arco che conosciamo oggi.
La teoria musicale greca invece fu salvata all'interno dei monasteri, come tutti i testi classici che conosciamo oggi, e il suo sviluppo diede origine alla polifona, quindi a quella che generalente viene definita "musica colta" al di là dei periodi e dei generi, quella che si studia nei conservatori sui libri di storia della musica.
Per quanto riguarda la "musica celtica", si tratta invece di un'etichetta molto generica che non ha precisi riferimenti culturali e viene utilizzata soprattutto per definire moderne tendenze musicali, come il revival degli anni '60 che coinvolse la musica bretone con Alain Stivell, e tutto quello che successe in Irlanda con gruppi come Plantxy, Thuata De Dannan e tanti altri ancora in attività.
A questo bisogna aggiungere il folk/rock britannico di John Renbourn, Robin Williamson, John Carthy e gruppi come Pentangles e Steeleye Span, oltre che band scozzesi come Tannahill Weavers per arrivare al "progressive" dei Jethro Tull.
In realtà, dal punto di vista più strettamente musicale, esiste invece una musica irlandese che dal '600 è conosciuta attraverso raccolte stampate, ma che non può essere definita "celtica", come esiste quella inglese di John Dowland, un po' colta e un po' popolare che ha dato vita al folk britannico, e poi ci sono tantissime danze e canzoni popolari, spesso confuse con quelle irlandesi.
Esiste pure una musica anglo/irlandese riferita al Regno di Inghilterra e Irlanda della metà dell'ottocento.
Tornando al nostro trio però, quale sarebbe il punto di contatto tra la musica antica e il mondo celtico?
In fondo è tutto piuttosto semplice perchè nella musica vere e proprie barriere non ne esistono; la musica è un linguaggio e come tutti i linguaggi è sufficiente tornare indietro nel tempo e rendersi conto che tutti abbiamo radici comuni.
Per quanto ci riguarda, come trio, quello che ci caratterizza di più è l'utilizzo di timbriche e soluzioni musicali inconsuete, in modo da ottenere arrangiamenti originali, sfruttando anche le sovraincisioni.
E visto che dall'India all'Irlanda esiste un filo rosso, che è quello delle migrazioni indoeuropee, si può dimostrare facilmente che non esiste strumento musicale che in realtà non fosse giù presente nel nostro lontano passato tra Europa e Asia.
E' vero che gli archi come li conosciamo oggi possono derivare dalle ribeche arabo/andaluse, come i liuti dall'oud, ma è anche vero che esistono la crotta gallese e la tallharpa scandinava e altri strumenti ad arco che venivano utilizzati da popolazioni del centro Europa.
Esistono pure strumenti come il kantele finlandese e tutta una numerosissima schiera di arpe e lire che hanno origini orientali, come strumenti a pizzico, flauti, strumenti ad ancia e percussioni.
Quello che sfugge ai moderni ascoltatori normalmente è proprio questo, cioè la sostanziale vicinanza tra gli strumenti dell'antichità, siano essi greci, mongoli o bretoni.
Un tempo le casse erano semplici ceppi scavati o assi incollate e le corde erano tutte in budello o in crine di cavallo, come quello degli archetti e di conseguenza il suono era molto simile.
Questo vale anche per tutti gli altri strumenti, e se poi pensaimo alle note, cioè ai modi che venivano utilizzati, spesso ancora oggi in uso, oltre che ai ritmi di danze fondamentalmente binari o ternari. possiamo immaginarci un mondo musicale molto più omogeneo di quello che pensiamo.
Di conseguenza per noi è assolutamente normale arrangiare un brano del seicento con strumenti medievali, o suonare una giga irlandese con strumenti medio orientali.
Tutto questo non fa altro che rendere più interessante il contesto sonoro e se poi, come facciamo spesso, riutilizziamo gli antichi modi suonando altezze non temperate, come quarti o terzi di tono, la musica diventa veramente "totale", cioè rappresenta mondi solo all'apparenza lontani ma che in realtà stanno in stretto contatto tra loro, dandoci un'idea del mondo antico molto più globalizzata ed omogenea di quello che ai nostri giorni possiamo pensare.
In definitiva, siamo convinti che la musica debba unire più che marcare differenze, anche perchè ritmo, melodia e vocalità sono aspetti archetipici, e nessuno può esserne davvero distaccato e ancora più importante, la musica crea un'infinità di emozioni, che sono il vero carburante della vita, se vogliamo definirci autenticamente umani.

Marco
Viella
Strumento ad arco a fondo piatto e di forma ovale, diffuso in tutta Europa tra il X e il XIII secolo, generalmente a quattro o cinque corde
Ribeca
Strumento ad arco derivato dal rabab arabo, introdotto nell'VIII secolo durante l'espansione musulmana in Andalusia e modificato dai suonatori europei, che sostituirono la pergamena con una tavola armonica in legno.
Kemanchè
Il kamancheh è uno strumento ad arco iraniano, usato anche in Armenia, Azerbaigian, Turchia e Kurdistan, simile al rebab, lo storico antenato del kamancheh, ma anche alla lira bizantina, antenata della famiglia dei violini.
Rebab
Il rebab è uno strumento ad arco la cui origine si fa risalire all'Afghanistan, intorno all'VIII secolo, diffuso dagli Arabi nel Maghreb e nel bacino del Mediterraneo.
Il rebab è lo strumento dal quale è nato il violino, per filiazione dalla medioevale ribeca.
Lira Pontiaca
Strumento ad arco originario dell'Asia Minore, di forma piriforme, conosciuto anche come kemencè del Mar Nero, costruito con legno di rosa e tavola in abete.
Salterio a pizzico
Il salterio è uno strumento musicale a corde libere, simile alle cetre, suonato dagli Ebrei già al tempo del re Davide, la cui origine risale almeno al X secolo a.C.
Si può suonare anche con piccoli battenti di legno.
Salterio ad arco
Il modello ad arco è solitamente di forma triangolare, le corde sono ravvicinate e su uno stesso piano, e si suona utilizzando un piccolo archetto.
Dulcimer
Il dulcimer è uno strumento musicale a corde pizzicate o percosse o talvolta sfregate con un archetto, simile ai salteri.
E' presente in svariate forma dal Centro Europa all'Irlanda, fino al folk americano dei monti Appalchi.
